Le nostre case saranno le centrali elettriche del futuro

Sono le 19.00 di un giorno di luglio, in molte città le temperature sono ancora superiori ai 30°. Oggi il clima tropicale che sempre più spesso spezza l’afa estiva con improvvisi rovesci non ha colpito il nostro paese. E’ una di quelle giornate in cui possiamo far finta di non renderci conto dell’effetto già devastante del cambiamento climatico.

Torniamo a casa e accendiamo condizionatori, ventole, chi la televisione, chi la lavastoviglie dopo cena. Oggi, più della metà dell’energia consumata da case, aziende e comuni è arrivata dal sole, alla faccia delle vecchie centrali che bruciano combustibili inquinanti e per lo più importati! Molte di queste centrali stanno chiudendo, battute dal costo pressoché nullo di produzione di energia solare e eolica che le hanno messe per sempre fuori mercato, a prescindere dalle fluttuazioni nei mercati delle materie prime.

Dati Terna

Adesso però il sole tramonta e non abbiamo nessuna voglia di spegnere il nostro ventilatore. Ora come mai abbiamo bisogno di energia nelle nostre prese! Lo stesso vale quando una perturbazione imprevista colpisce la Puglia, oscurando parchi fotovoltaici in grado di soddisfare in alcune ore il dieci per cento della nostra domanda di energia a livello nazionale. E in inverno, quando il sole è in grado di produrre solo un terzo dell’energia che fornisce l’estate.

La flessibilità è necessaria

Una volta era relativamente facile coprire queste fluttuazioni: bastava aumentare o ridurre la produzione di tre o quattro centrali a gas sul nostro territorio per bilanciare in ogni istante la domanda e l’offerta di elettricità. Adesso è diverso, dobbiamo prepararci a un’Europa che, secondo quanto promette la Von Der Leyen, dovrà “azzerare le sue emissioni entro trent’anni“. Non c’è spazio per quelle centrali termoelettriche che ancora oggi ci consentono di accendere le luci la sera.

Il settore energetico è lento da cambiare e richiede investimenti di lunga durata, per questo i nostri Governi si stanno già preparando, con leggi e regolamenti che ci consentano di adattarci al nuovo funzionamento dell’energia, premiando chiunque sia in grado di fornirci la flessibilità di cui il sistema elettrico bisogno: industrie “energivore” che possano adattare la loro produzione a seconda della necessità della rete, veicoli elettrici attaccati alle prese che possano caricare o scaricare la batteria in modo coordinato, qualunque casa con un termostato connesso tramite wifi, impianti fotovoltaici con batterie o semplicemente lavastoviglie programmabili.

Le (Virtual) Power Plant

I raggruppamenti coordinati (o “aggregati”) di queste case e aziende si definiscono “Virtual Power Plant” o “Unità Virtuali Abilitate” e costituiscono il cardine del nuovo sistema elettrico. Le Virtual Power Plant partecipano ai mercati energetici allo stesso modo delle centrali tradizionali e spesso con performance superiori.

I consumatori dovrebbero poter consumare, immagazzinare e/o vendere sul mercato l’energia elettrica autoprodotta, e dovrebbero altresì poter partecipare a tutti i mercati dell’energia elettrica fornendo flessibilità al sistema

Dalla DIRETTIVA (UE) 2019/ 944 del 5 giugno 2019

A tendere, chiunque farà parte di una “Virtual Power Plant”, cittadini e imprese, che ne siano consapevoli o meno. La sfida, infatti, sta proprio nel modo in cui vecchie e nuove aziende energetiche, produttori di veicoli elettrici, fornitori di elettrodomestici e installatori di impianti solari con batterie, saranno in grado di “tenere a bada” il nostro latente ottimismo su un’energia sempre più abbondante e sempre più sicura, in grado di alimentare nelle generazioni avvenire tutti i nuovi dispositivi, elettrodomestici, veicoli elettrici che ognuno possiederà.

Qualcuno troverà il modo di disincentivarci da usare l’elettricità come e quando lo vogliamo. Un veicolo elettrico potrebbe avere manutenzione gratis a vita pur di garantire la disponibilità della sua batteria. Un noto venditore di lavatrici potrebbe scontarle del 50%, allungando però la durata minima dei programmi di 30 minuti, così da avere un margine di flessibilità su quando accenderle, vendendo quella flessibilità sul mercato elettrico. Un installatore potrebbe fornirci un impianto solare con batteria a costo zero, pur di poter accedere da remoto al sistema di controllo della batteria. Il nostro fornitore di energia potrebbe includere elettrodomestici smart in leasing nelle nostre bollette. Si tratta solo di bilanciare i costi con i benefici trovando la giusta “value proposition” ma la direzione è inequivocabile. 

In Italia le sperimentazioni sono già cominciate, mentre Terna e Arera stanno lavorando duramente per rivedere le regole dei mercati in modo tale da consentire la partecipazione a qualunque risorsa energetica, anche di piccola taglia. Oggi, Elemize consente ai proprietari di impianti fotovoltaici con batterie di guadagnare circa 100 euro l’anno dalla fornitura di servizi di bilanciamento alla rete. Non si tratta ancora di stravolgere in positivo le nostre vite, ma l’evoluzione del mercato farà sì che questo vantaggio possa aumentare nel tempo, fintantoché non sarà più conveniente rimanere isolati e ognuno parteciperà, a seconda delle risorse disponibili nella propria casa, al mercato elettrico.

 

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La tua energia è la nostra energia

Per ElemizePower to the people” diventa “Power from the people” : è finalmentenelle mani dei cittadini il potere di contribuire alla rivoluzione energetica del nostro secolo.  

L’imminente liberalizzazione del mercato dell’energia, prevista per il 2020, fa temerea molti consumatori un aumento dei costi per l’energia a casa; a questo Elemize risponde con la possibilità di far partecipare direttamente il cliente finale al mercato energetico, in quanto membro di una comunità connessa, ottenendo vantaggi economici per il proprio servizio offerto e riducendo i propri costi energetici. Si trattadi rimandare l’accensione di un elettrodomestico, usare la batteria del proprio impianto fotovoltaico, o semplicemente ridurre i propri consumi in determinati momenti. In questo modo, il guadagno del cliente lo proteggerà direttamente dalrischio di aumento del costo dell’energia. L’ambizione è quella di velocizzare la transizione verso un sistema energetico basato esclusivamente su energie rinnovabili distribuite su case, aziende ed edifici del territorio italiano. Non è oggi che scopriamo che il nostro pianeta deve disfarsi quanto prima di centrali energetiche inquinanti come quelle a carbone e a gas, al fine di salvaguardare il nostro futuro.

Elemize concede al cliente l’opportunità di partecipare al mercato energetico, al posto delle centrali tradizionali, e con questo aumenta il risparmio che si può ottenere dal sistema fotovoltaico con batteria, fino a raddoppiarlo. Il consumatore finale diventa non solo in grado di produrre l’energia di cui abbiamo bisogno con i pannelli solari, ma anche di aiutarci a mantenere il bilanciamento costante tra la produzione e il consumo di energia, attraverso l’uso intelligente di batterie ed elettrodomestici. L’impattoambientale è un problema di tutti, ma la soluzione è nelle mani di ognuno: ciascun cittadino può rappresentare il fulcro del cambiamento verso le energie pulite e fare un passo concreto per la preservazione del nostro pianeta.

Al (de)centro del mercato

Dopo un rallentamento dovuto alla fine degli incentivi in Conto Energia, l’attuale mercato degli impianti solari è in grande crescita grazie alla veloce riduzione dei costi delle tecnologie, la liberalizzazione del settore della fornitura di energia e la possibilità di sistemi residenziali di partecipare al mercato elettrico. È in questo rapido ed esponenziale sviluppo che Elemize si colloca nel mercato delle energie rinnovabili distribuite e dei sistemi di accumulo.
Elemize rende smart e connessi gli impianti distribuiti e le residenze. Il mercato in cui opera è grande crescita. Secondo dati di Navigant Research, dal settore delle energie distribuite
residenziali si prospetta un potenziale di mercato di 40 Miliardi di dollari nel 2022 nel solo continente americano. E’ un settore che permetterà di cambiare il rapporto tra i fornitori di
energia e le case grazie alla possibilità di sfruttare dati e controllo per offrire servizi a valore aggiunto e prezzi più bassi per l’energia.
L’aggregazione residenziale permette di usare le risorse distribuite, ad oggi batterie ma in futuro anche elettrodomestici e veicoli elettrici, per farle partecipare al mercato elettrico e fornire servizi per evitare problemi di rete ed eventuali blackout.
Basandosi sul principio di aggregazione, la Startup mostra tutto il suo potenziale aggregando diversi impianti a prescindere della marca e dal modello. Nonostante questo richieda uno
sforzo di sviluppo tecnologico molto maggiore, questa è la caratteristica fondamentale. Solo in questo modo, infatti, si riesce a raggiungere la massa critica necessaria per partecipare al mercato elettrico.
In questa prospettiva la Startup vuole anticipare il cambiamento del sistema energetico che avverrà nel giro di qualche anno.Grazie a Elemize il cliente finale avrà un ruolo centrale nel settore energetico e guiderà la transizione verso l’energia distribuita nei prossimi anni: il futuro è adesso.

Da soli è un’idea, insieme è una rivoluzione

Un mondo da salvare, ma come? È il monito del decennio, sembra che tutto sia pronto da anni ma che nulla funzioni. In questo disincanto le nuove realtà aziendali hanno il dovere di svecchiare la sensazione d’impotenza verso un cambiamento globale.
Elemize si pone nel sistema energetico con lo spirito di realizzare una community
di energia distribuita che sia migliore per l’ambiente, per i consumatori, e che sia accettata e sfruttata in modo innovativo anche dai giganti dell’energia.
Un singolo utente con fotovoltaico e batteria non è in grado di influire sulla rete elettrica nazionale, ma aggregando tante utenze residenziali si può creare virtualmente un’unica potente utenza che può immettere in rete grandissime quantità di energia.
Qual è l’idea di comunità su cui Elemize fonda i principi della propria gestione energetica? Elemize fa quello che le banche fanno con il denaro. Una singola persona, per quanto ricca possa essere, difficilmente ha la massa monetaria per influire sui mercati ed offrire servizi.
Eppure quando la banca aggrega un grande numero di clienti con capitale basso, crea un portafoglio virtuale enorme.
L’ambizione è quella di velocizzare la transizione verso un sistema energetico basato esclusivamente su energie rinnovabili distribuite su case, aziende e edifici.
Il termine di riferimento è UVA, l’acronimo di “Unità Virtuale Abilitata”, ovvero un insieme di piccole unità di produzione e consumo, anche domestiche, che partecipano assieme al mercato elettrico, traendone i benefici.
Valorizzare, oggi, l’energia rinnovabile distribuita è a tutti gli effetti una difficile sfida tecnologica, Elemize la coglie per realizzare la prima piattaforma in grado di aggregare migliaia di utenze residenziali, coordinandole e facendole partecipare come un unico impianto virtuale ai mercati energetici.

Vertical all in one solutions Vs. Building your own energy software

The revolution of energy management has created the need for more powerful and advanced tools: more and more of our day-to-day lives are becoming automated, and today energy companies are working on doing the same. So you need to find the right software for managing your energy. But first you need to decide if you should subscribe to an all in one solution that comes ready-made or reach for a software house to create your own. There are obviously pros and cons to both options, but what’s the better deal?

Buying an all in one solution.

The first option is subscribing to digital services: a SaaS solution, like O&M or asset management’s platforms to monitor the performance of the plants.

When it comes to pros, first of all it’s almost guaranteed to be the less expensive option. Second, when you buy an already existing software, you’re able to use it immediately, cutting down the time you need to wait to improve your business. Also, when you subscribe to an all in one solution, that software is used by others too, so there is the benefit of it being paid for, tested and improved constantly, and most companies offer full support to help you get comfortably set up and running smoothly. All the updates, security and maintenance are taken care of for you.

But the biggest benefit of buying a software that’s already been made, is that you pay for experience: the endless revisions, bug fixes, product launches and relaunches that go into developing a software. You’re paying for the years of work the creator put into their own business. And, you also gain from other companies like yours’ feedbacks. Which may mean you end up with great features you never would have thought of.

Obviously there are risks too: while buying a platform that isn’t custom-made it won’t perfectly match your needs. Plus, you might end paying for features you don’t need and missing some that are crucial for your business.

 

Building your own energy management software 

The second option you have is paying a software house to develop your own platform.

The immediate pros for a custom system are obvious: it is tailor-made to fit your needs. Every detail is built with your specific workflow in mind and every feature is one you’re guaranteed to use. You get exactly what you want. No one else has a say in what changes are made to the software. You never lose the features you use, and all the data you get out of your software are relevant to your business. 

But what many don’t realize is how expensive a custom platform can be, or how long it takes to build. Energy companies are complex systems, so they require complex software to run, which can take months to build. Even once they’re built, they cost a fortune to maintain. Updates, security and bug fixes are all additional costs that need to be maintained.

And last, but certainly not least, once you have built your own software you are locked for the long term. Every time you need to add new features or change some functionalities, you need to go through the whole process again. This slows down the innovation process by a lot. In this era of big changes in the energy industry, keeping the pace of innovation is the key to effectively compete against both incumbents and start-up companies.

So, what’s better?

Today the goal of energy companies is to grow in the most efficient way possible. 

If you have the time, resources and patience for building your own energy management platform, it might be worth it, but so many companies don’t. At the end of the day, you have to decide what your business goals are: do you want to spend your time and energy building software or growing your business?

Custom software will increase your efficiency and fit your businesses, but it’s not efficient to implement. It costs more time and money than most businesses are willing to spend.

Although subscribing to an all in one solution might not be the perfect fit, it still offers an efficient solution that will help you grow your business, without spending months just to get started. They’re built with experience, and they were made to help you succeed.

In conclusion, the key is definitely in finding a balance between these two options, don’t you think?

This is the second of a series of articles, where we take a look at how energy companies can boost their performances through digital energy. In this series we will discuss:

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Benefits of digitalization in the power industry

As electricity markets evolve for integrating large amounts of renewable energies and for improving energy efficiency of different sectors, energy and utility companies find it difficult to keep their margins and integrating new technologies they didn’t know before. Today, hundreds of startups and big companies provide technologies and platforms that allow power producers, utilities and other companies in the energy sector to reduce their operating costs, increase revenues and exploit new business opportunities. Digitalization of Energy Systems, a report by Bloomberg New Energy Finance (BNEF), predicts significant shifts in the intelligence of digital technologies used in energy from today to 2025, and a big change in the sectors of the energy system that most benefit from these technologies. The same study, shows that investments in digital energy are growing at 20% rate every year, reaching $55 billion globally last year. These are shared among smart meters, energy management systems and automated demand response or microgrid load scheduling.
Figure: Market size for digital technologies in energy Source: Bloomberg New Energy Finance.
But what are the main benefits that these technologies are bringing to players in the power sector? 1. An optimized maintenance – the transition from preventive to predictive reduces the costs of ownership by maintaining the reliability and availability of an asset. Preventive and conditions-based maintenance allow asset owners to reduce their O&M costs, by the enhanced planning of the maintenance activities, in this way unnecessary work is avoided. Maintenance on a running machine which is in good condition puts the assets in jeopardy rather than improving them, plus reduced downtime period is ensured by identifying the point of failure quickly. 2. The ability to cut down asset management costs by freeing up asset managers’ significant time so that they can focus on the responsibilities that really matter. According to a McKinsey Global Institute study, only 39% of an employee’s time is spent on role-specific tasks. The other 61%? Slogging through email, trying to find a missing file, or syncing with co-workers. Many asset management activities, such as managing contracts, tasks and expenses, can be digitalized, reducing the time spent by people doing the job. Also, invoices, bills and reports can be greatly automated, thus bringing huge efficiency gains to the whole organization. 3. By managing electricity loads in response to price signals, these players are able to participate in the market and benefit from lower power costs. Accurate energy forecasting for variable renewable energies allows to avoid imbalance costs which are increasing in many countries. When these assets are coupled with flexibility sources or controllable consumption loads, forecasting energy and electricity prices becomes crucial to optimize load scheduling and participation to different energy and ancillary markets. Technologies today allow to optimize the behaviour of complex systems made of different production units, energy storage systems and energy consumers. 4. Digital energy is the path to unlock new business opportunities  Innovative business models unlock new revenue and profit sources by offering innovative services. Digital technologies allow asset managers to become virtual power plant managers, utilities to implement new business models based on distributed generation and solar installers to build energy communities. 5. Digital tools give companies in the energy sector new ways to interact with their customers, making them more loyal. Many utilities and other energy service organizations are seeking to transition from electricity provider to trusted energy advisor. Whether they are residential or industrial consumers, or even owners of power plants, digital services allow to enhance the interaction with the customer. Custom web and mobile apps are helping energy & utility companies to enhance the overall perceived satisfaction with the brand. Advanced reporting tools allow O&M contractors and asset managers to improve the transparency with the owner and to effectively deliver the information when and how it’s needed.     This is the first of a series of articles, where we take a look at how energy companies can boost their revenues through digital energy. In this series we will discuss:
  • Where is digital energy going?
  • Why your company shouldn’t build its own energy monitoring and management software
  • Why a marketplace is better than an all-in-one solution for the energy sector

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