Conviene installare una batteria con Ecobonus al 110%?

Conviene Installare una Batteria con Ecobonus 110%?

Niccolò Teodori

Co-founder Elemize

I sistemi di accumulo sono convenienti perché l'energia ceduta alla rete non viene più remunerata

A cosa serve una batteria

La convenienza di una batteria per l’accumulo di energia da impianto fotovoltaico è data dalla differenza tra il valore dell’energia prelevata e quella immessa in rete. Tanto più il valore dell’energia immessa in rete si avvicina al costo dell’energia prelevata, tanto meno avrà senso investire in un sistema di accumulo (è il caso degli impianti incentivati con Scambio Sul Posto). 

Niente incentivi sull'energia ceduta

Tra le varie novità  nuovo Decreto Rilancio – DL 19 maggio 2020 si nota come gli impianti che usufruiranno di una detrazione fiscale del 110% saranno obbligati a cedere (si deduce gratuitamente) l’energia prodotta in eccesso al Gse: ciò significa che l’impianto fa risparmiare a seconda della quantità energia che riusciamo ad autoconsumare. Il ruolo della batteria è proprio quello di aumentare il consumo di energia propria, in quanto si carica quando vi è produzione in eccesso rispetto ai consumi e si scarica la sera, quando il sole non c’è più, evitando di farci prelevare dalla rete.

Quanta energia fa risparmiare un sistema di accumulo rispetto al fotovoltaico senza?

Il sistema di accumulo è in grado di ridurre i prelievi di energia dalla rete, consentendo di immagazzinare l’energia che l’impianto avrebbe ceduto “gratis” alla rete, per usarla la sera o quando se ne ha più bisogno.

Con una batteria di 1 kWh di capacità, se 1) ogni giorno dell’anno l’impianto fotovoltaico cedesse alla rete almeno 1 kWh; se 2) ogni giorno dell’anno si consumasse almeno 1 kWh tra le 20.00 e le 07.00; e se 3) la batteria fosse efficiente al 100%, si potrebbe dire che la batteria ridurrebbe i prelievi di 365 kWh l’anno. Ma queste tre condizioni quasi mai si realizzano. E’ per questo che per sapere il risparmio reale occorre partire da casi concreti.

Le tabelle riportate qui sotto derivano da un’analisi statistica di Elemize effettuata su centinaia di abitazioni reali.

Abbiamo voluto riportare l’esempio di tre abitazioni, con consumi medi (2700 kWh l’anno), medio alti (4000 kWh l’anno) e alti (6000 kWh l’anno). Per ciascuna di queste abitazioni è stata calcolata la quantità di energia prelevata a seconda della taglia dell’impianto fotovoltaico (3 o 5 kW) e della capacità della batteria (2.4, 4.8 o 9.8 kWh).

 

Applicando un valore medio dell’energia prelevata di €0.16 / kWh, la seguente tabella utilizza i dati di sopra per calcolare il risparmio medio conseguibile dalle tre abitazioni per ciascuna configurazione di impianto fotovoltaico con accumulo.

Si tenga presente che questi calcoli sono delle stime statistiche che possono variare a seconda delle abitudini di consumo e la produzione reale dell’impianto. Per scoprire di più su come calcolare il risparmio energetico dato da un impianto fotovoltaico, consiglio il seguente articolo:

Conclusioni

Con la detrazione fiscale al 110%, il sistema di accumulo ha di per sé convenienza economica (così come potenzialmente qualsiasi intervento migliorativo dell’efficienza energetica). Ma, in più, l’annullamento del valore dell’energia immessa in rete, che senza Ecobonus al 110% verrebbe invece remunerata dal GSE, fa sì che il sistema di accumulo svolga davvero una funzione importante. Infatti, consente mediamente di raddoppiare la propria indipendenza dalla rete, arrivando anche al 70% di energia propria consumata. In questo modo, si risparmiano dai 100 ai 350 euro l’anno in bolletta e ci si “copre” dal rischio dei futuri aumenti delle bollette.

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Come Calcolare il Guadagno Impianto Fotovoltaico con Ecobonus 110%

SecondGrid, il servizio elettrico dei piccoli produttori

Come Calcolare il Guadagno Impianto Fotovoltaico con Ecobonus 110%

Niccolò Teodori

Co-founder Elemize

Il risparmio del fotovoltaico nel 2020 è dato dalle detrazioni fiscali e dalla riduzione dei prelievi di energia

Decreto Rilancio e Ecobonus al 110%

Come è ormai noto, il nuovo Decreto Rilancio – DL 19 maggio 2020 – consente ai proprietari di casa che riescano a migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione di ottenere una detrazione fiscale pari al 110% dell’importo speso per l’acquisto di un impianto fotovoltaico con o senza batteria. Questa detrazione viene restituita in 5 rate annuali di pari importo, sotto-forma di riduzione dell’IRPEF. Per la prima volta, le detrazioni fiscali possono essere trasformate in credito d’imposta da cedere all’azienda che installa l’impianto, che a sua volta potrà “vendere” il credito a terze parti, tra cui banche e intermediari finanziari, consentendo potenzialmente il 100% di sconto in fattura, ovvero l’installazione dell’impianto gratis.

Energia ceduta al GSE

Una novità importante è che, gli impianti che beneficiano di queste detrazioni, devono cedere tutta l’energia non auto-consumata istantaneamente al GSE, per un corrispettivo ad oggi ignoto. Di conseguenza, l’unica “certezza” nel risparmio è data dalla riduzione dei prelievi di energia grazie all’autoconsumo. Ma quanta “autonomia” ci si può aspettare di ottenere con l’installazione di un impianto fotovoltaico?

Calcolo della riduzione dei consumi

A quanto ammontano quindi i risparmi in bolletta? Per calcolarlo, occorre stimare l’ “autonomia” che l’impianto consentirà di ottenere dalla rete, ovvero quanta energia si evita di acquistare dal fornitore perché proveniente dal proprio impianto. Per stimare questo valore, abbiamo bisogno di due dati:

1) Il consumo annuo dell’abitazione, che si può evincere dalle bollette luce e prendendo in considerazione eventuali cambiamenti o nuovi elettrodomestici o dispositivi che si prospetta di acquistare (pompe di calore, ricarica auto elettrica, piastre a induzione o altro ancora).

2) La produzione attesa dal nuovo impianto fotovoltaico. Questa informazione può essere indicata dall’installatore ma può essere stimata moltiplicando per 1200 (1400 se in Sicilia, 1100 se in Lombardia) la potenza nominale dell’impianto in kW. 

Ottenuti questi due dati, si può dividere la produzione per il consumo e aiutarsi con il grafico qui sotto. Questo grafico è stato elaborato da Elemize sulla base di milioni di dati di centinaia di abitazioni in Italia con impianti fotovoltaici.

Esempio pratico

Ad esempio, un impianto fotovoltaico da 3 kW in Toscana, che produce 3 x 1200 = 3600 kWh l’anno, coprirà circa il 40% di energia di una abitazione che consuma 3000 kWh l’anno (120% di rapporto tra produzione e consumo). Aggiungendo una batteria da 4.8 kWh, questo valore supererà il 70%. È bene comunque notare che questi valori possono variare a seconda delle abitudini di consumo, i dati riportati sono solo medie statistiche. Per un approfondimento sul risparmio dato dai sistemi di accumulo rimandiamo a questo articolo:

Calcolo del risparmio

Una volta che sappiamo quanta energia si riuscirà a risparmiare, è possibile calcolare il risparmio in bolletta. Per farlo, basterà calcolare la spesa per ogni kWh di energia consumata, con l’accortezza che quanto si spende per il kWh consumato è espressamente indicato da alcune voci della bolletta e non è sufficiente dividere l’importo totale della bolletta per i consumi (infatti, alcuni oneri e tasse continueremo a pagarle a prescindere dalla riduzione dei consumi, perché espresse in € / kW / mese e € / mese). Se non avessimo questo dato sotto mano, è possibile prendere come riferimento un costo di 0.15 euro per kWh, iva inclusa.

Nel caso riportato sopra, senza il sistema di accumulo l’impianto farà risparmiare 40% x 3000 kWh = 1200 kWh x 0.15 euro/kWh = 180 euro l’anno. Nel caso dell’aggiunta di una batteria da 4.8 kWh di capacità, il risparmio sarà di 70% x 3000 kWh = 2100 kWh * 0.15 euro / kWh = 315 euro l’anno.

Sommando l’importo della detrazione e il risparmio in bolletta, otteniamo il risparmio totale annuo per i primi cinque anni. Dopo cinque anni, rimarrà “solo” il risparmio in bolletta e una maggiore indipendenza dai costi della rete elettrica ed eventualmente il corrispettivo del GSE per l’energia ceduta alla rete.

SecondGrid

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